mercoledì, 27 settembre 2006

Photos of the Summer...

dormienti

 

 

Durante i duri allenamenti pre-europeo, tra le uscite del mattino col peler e quelle del pomeriggio con l'ora...dopo la pasta..vero LARA??

 

 

 

YOUTH

 

 

E qui siamo in Francia, Campionato Europeo Hobie 16 Spi youth, seconda giornata, sale il vento e migliorano i piazzamenti...qui un giro di boa davanti ai campioni europei youth e vice-campioni europei assoluti...bravi bravi (loro)

 

 

FEDE-CHECCO

 

Memorabile performance di Fede "Ringhio" Gattuso e Francesco "Checco" Porro con il vino francese....lotta a chi ne beve di più alla goccia....ma alla fine vince il vino che risale la strada che faticosamente Checco gli aveva fatto percorrere poco prima lasciando un ricordino all'entrata della caffetteria...

 

 

 E questa è per Umbo che ci ha mandato la foto...rappresenta in unico nome, in un unica mascella tutti i panzer tedesci, quelli alti lunghi con le donne a prua (alte e lunghe pure loro), che di bolina col ventone risalgono piatti e di lasco ti attaccano "volgarmente" senza lasciarti tregua finchè non ti hanno superato....                              

WIESE-DHOSE!!!!!!!!!!!!!

wiesedhose

L, il prodiere

postato da: HobieWayofLife alle ore 13:17 | link | commenti (3)
categorie: foto, regate
martedì, 26 settembre 2006

Resoconti - Part two, European Championship

Ora sono io invece a scrivere, il timoniere, il vostro amato timoniere....(ma poi su sto blog chi viene?)....

Trasferta sentita, progettata, sofferta da mezzi e persone, carica di ricordi belli e brutti, ma indubbiamente memorabile.

Eravamo rimasti a Malcesine, morale a terra, barche anche...già, perchè quel lago pazzarello ci ha lasciato nella poca aria e pioggerellina per tre giorni, tre giorni che dovevano servire di allenamento per l'incalzante appuntamento, campionato europeo a Quiberon. Descrivere il viaggio sarebbe una cosa lunga e laboriosa, se proprio ci tenete potete comunque andare sul sito della polizia stradale d'oltralpe,forse verrà fatto un giorno comunque. Ora si parla di regate.

Il livello sembrava molto più alto dell'anno prima in Germania, quasi il doppio di youth (65?) oltre 170 open...gli obiettivi erano comunque ben chiari:entrare nei dieci tra i giovani, entrare in gold e stare un po' davanti, ma sopratutto ristabilire la gerarchia con gli altri italiani.

Posto bello, mediamente ventoso, molto variabile. Primo giorno Youth è stata un po' una sofferenza, 15-24-15 lo confermano...piazzamenti scarsi, ma comunque costanti, la chiave del successo...gli altri a seguire, il team veneziano più vicino di tutti, con un 4 parziale...ma ci stavamo prendendo con le partenze e con il campo...il giorno dopo si sono visti i risultati:10-6-6, iniziavamo a regatare in testa, la davanti ci si trovava bene, si galleggiava (come ha detto un grande velista) sulla flotta...il vento era indubbiamente più forte comunque, si iniziava a fare la differenza...sesti in europa, primo obiettivo centrato...gli altri male, solo il famoso team veneziano è entrato nei dieci (10, appunto) ma troppo altalenante, nonostante un 2 il secondo giorno.

Qualifiche:tutta un'altra storia, si aggiungono Vianello-Boccanegra al numeroso gruppo di italiani che prova ad entrare in gold, sembrava una impresa impossibile, nonostante le difficili premesse, un insuccesso non sarebbe stato mandato giù.Qui abbiamo iniziato a correre davvero, partire davanti e stare davanti, due giorni indimenticabili, nei quali riusciamo a qualificarci 7 su oltre 100 barche, primi italiani, davanti anche al vice-campione europeo 2004.Partire davanti comunque è stato il salto enorme rispetto ad inizio stagione, si rischiava ma mai troppo.Collezzioniamo il secondo giorno due magnifici risultati per la situazione, un 9 e un 4.Gold assicurata, insieme a Vianezzo e Viganò (che hanno condotto sempre liberi e fuori dai casini le regate, interpretando al meglio le difficili prove). Tuttigli altri fuori.

Gold:quan dentro abbiamo visto i migliori e i peggiori momenti del nostro europeo, raccontare tutto sarebbe eccessivo, comunque i nostri risultati crescevano incredibilmente all'aumentare del vento; con ventone era una costante girarsi indietro e vedere la flotta, ansimante, senza aria, lenta, quanto noi correvamo orzati e piatti, come ci è stato insegnato da Umbo.Momemti incredibili, quando c'era aria abbiamo collezzionato un quarto ed un terzo (e qua parliamo di flotta Gold Open), ma purtroppo come in ogni storia triste, la magia ha deciso di interrompersi proprio quando si iniziava ad abituarcici.Ultima regata del secondo giorno, quando eravamo decimi in generale, e ben piazzati nella regata(sicuramente tra i primi dieci..), un eccesso di aggressività nell'approssimarsi alla boa ci ha fatto scuffiare, manovra dimenticata da tempo, mandando a monte ogni velleità di piazzamento storico. Il terzo giorno fu il giusto epilogo per una storia triste appunto, poca aria e tanta sfortuna.La nostra fila di risultati comunque è stata circa così:38-15-4,37-11-3-39,40-41...o una cosa del genere...generale:vianeo 16,mazzola18, noi 22....terzi italiani, nonostante essere stati primi per tutto il campionato...

postato da: HobieWayofLife alle ore 18:39 | link | commenti
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Resoconti -Part One-

Mi sembra doveroso, nei confronti del mio timoniere che con tanta perizia aveva descritto la trasferta di Cesenatico, aspettandosi un seguito altrettanto celere da me per le regate successive, riscattare la mia fama di “pigro” e “accidioso” del lavoro altrui (che si aggiungono a quella di “tonno” per il mio peso e “ignorante alla Loris” perché non parzializzo nelle aperture di carrello) con un interventi riassuntivo di quella che è stata la nostra stagione.
 
Ci eravamo appunto lasciati a Pasqua, con delle belle prestazioni (una prova vinta), piazzamenti regolari, ma fuori dal podio per pochissimo e secondi giovani dietro a Giovanni (ma comunque davanti a Vianello e Mazzola).
 
Un mese dopo, a metà maggio, ci attendeva la tradizionale trasferta in terra nemica, il tanto odiato Lido di Venezia, tana del temibile coguaro delle ariette Matteo Vianello, nato e cresciuto in questi luoghi dimenticati da Eolo e ormai abbonato alla coppetta che ogni anno l’ AVL mette in palio per il primo qualificato. Regata resa ancora più ostica dal bassissimo fattore di rankin list e quest’anno da un incredibile carenza di concorrenti. Il pensiero è uno: Comunque vada, non ne sarà valsa la pena di venire fin qui.    Questi qui sotto siamo noi in azione....
E in effetti così fu, torniamo a casa con un magro bottino,5’ classificati, di nuovo secondi giovani dietro a Giovanni e la Nina (ci preoccupavamo che stesse diventando un abitudine), e di nuovo tutti sottomessi a quell’omuncolo che regata in pigiama e magliettina nelle acque di casa, che precede i Mazzola e Berti (ricordatevi questo nome, vi tornerà utile in seguito).
Unica nota da ricordare, ultima prova miracolosamente al doppio trapezio, primi i Mazzola e secondi noi. Piccole scaglie di orgoglio Gardesano, che si ripeteranno…
 
Così giugno arriva, e con lui le vacanze, (la patente del prodiere, n.d.r.), la maturità del timoniere, il viaggio di maturità dello stesso, e il vecchio Hobie intanto giace a Malcesine usato solo per qualche saltuario allenamento.
Ma la regata di Riva incombe e con lei la mega trasfertona successiva in Francia per Europeo youth e assoluto, quindi gli allenamenti riprendono e intensamente, con alloggio nell’appartamento preso in affitto dalla famiglia Bissaro (che gentilmente ringraziamo) sulla collina sopra Malcesine.
Arriviamo alla linea di partenza della prima prova della Cat Ora Cup (storta, visto che il peler è durato tutto il pomeriggio) decisi a portare a casa un buon risultato, magari cercando di togliere lo scettro di Padroni del Lago ai due Mazzola che l’anno prima si erano prepotentemente imposti sul resto della flotta inanellando una serie di primi imbarazzante. Corriamo tre prove (da ricordare una partenza quasi – vero silvia?- perfetta mure a sinistra in boa) con regolarità e a fine giornata ci troviamo primi in classifica, anche grazie all’assenza del primo scarto.
Prima volta che veniamo stampati lassù su una classifica, e la tentazione di strappare il foglio-fare un attentato al giudice-affondare la barca giuria-provocare un temporale artificiale per il giorno dopo si fa sentire, ma la reprimiamo e il giorno dopo entriamo agguerriti in acqua per difendere il nostro primo posto. Talmente agguerriti che a 3 minuti dalla partenza si rompe la vite del carica basso, e boma-carica basso-vela prendono tre direzioni diverse… si torna a terra,ripara la barca “vabbè questa la scartiamo e vinciamo la prossima”. Banane. La prova successiva, causa una partenza non perfetta e un’incomprensione tra di noi sul tempo della virata, ci troviamo da subito nelle retrovie, e nella semi disperazione e convinzione che da li non saremmo più riusciti a recuperare, arriva l’idea assurda “spariamo sotto Torbole?”.
Non l’avessimo mai fatto.
E come se non bastasse lo smacco di aver perso definitivamente ogni velleità di chiudere bene la regata in casa (alla fine saremo sesti o settimi, di nuovo dietro a Giovanni!) arriva come un lampo a ciel sereno che Vianello si è aggiudicato questa edizione della Cat Ora Cup, beffando i Mazzola proprio nella giornata di Ora, della quale dovrebbero essere i maestri indiscussi.
Tanto vale, viene da pensare, appendere le barche a un muro e andare a caricare barche alla Certosa.
postato da: lamby alle ore 14:02 | link | commenti
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Questo è il primo blog ufficale del team "DEF icenti&broker", molto deficenti molto broked!

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